Frattura del femore: quale trattamento offre Ortoclinic

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La frattura del femore è una condizione seria che richiede un intervento specialistico appropriato e tempestivo, anche in relazione alle sue possibili complicanze.

Un problema da affrontare tempestivamente

Il femore è l’osso più lungo del nostro corpo e anche il più robusto, ma può fratturarsi in seguito a un evento traumatico importante, un urto violento, una caduta, un incidente stradale.

Perché gli anziani sono più a rischio di frattura del femore?

La frattura del femore negli anziani è un problema molto frequente e in aumento. In questa fascia di popolazione, infatti, può verificarsi anche in seguito a una caduta accidentale apparentemente insignificante o per traumi a bassa energia in relazione alla presenza di osteoporosi (la riduzione della densità ossea rende il femore più suscettibile alle fratture) e di altre condizioni muscolo-scheletriche o neurologiche che possono aumentare il rischio di cadute.

Negli anziani la frattura del femore può avere un impatto significativo sulla qualità di vita: oltre che aumentare il rischio di mortalità, infatti, può determinare una riduzione della mobilità, con limitazioni in termini di autonomia o perdita dell’autosufficienza.

Dalla diagnosi alla scelta del trattamento

In presenza di sintomi della frattura del femore quali incapacità di rialzarsi dopo una caduta, dolore acuto molto intenso, impossibilità di caricare il peso sulla gamba, gamba ruotata verso l’esterno è necessario recarsi in pronto soccorso.

Se si sospetta una frattura del femore, nella maggior parte dei casi l’esame radiografico consente di confermare la diagnosi ed evidenziare la tipologia e la posizione della frattura. Se la frattura non viene evidenziata con la radiografia, potrebbe essere utile un approfondimento diagnostico mediante risonanza magnetica.

Una frattura del femore può interessare le diverse parti che lo compongono:

l’epifisi prossimale, ossia l’estremità superiore dell’osso, con la testa (la parte sferica che si articola con l’anca formando l’articolazione coxo-femorale) e il collo del femore (la zona dell’osso appena sotto la testa)

la diafisi, la parte lunga dell’osso

l’epifisi distale, l’estremità che si articola con tibia e rotula dando origine all’articolazione del ginocchio.

Una frattura del femore può essere composta (i frammenti ossei restano nella loro posizione anatomica), scomposta (i capi ossei perdono l’allineamento naturale e l’osso appare deformato), esposta (la frattura produce una lacerazione cutanea e sono visibili alcune parti ossee).

La posizione e la tipologia della frattura sono fattori rilevanti nella scelta dell’opzione di trattamento più adeguata.

Quali sono i sintomi di una frattura del collo del femore?

Il trattamento è sempre chirurgico?

In caso di frattura del femore si rende quasi sempre necessario il ricorso a un intervento chirurgico seguito da un idoneo percorso di riabilitazione personalizzato, con l’obiettivo di ripristinare la funzionalità motoria e permettere al paziente di riprendere a camminare il prima possibile.

La frattura del femore senza operazione (trattamento conservativo) viene gestita solo in casi molto specifici per i quali una procedura chirurgica è controindicata, ad esempio pazienti troppo fragili in cui il rischio operatorio supera i potenziali benefici.

I pazienti con frattura del femore dovrebbero essere sottoposti a intervento chirurgico nel più breve tempo possibile.

Operare tempestivamente (in genere entro 24-48 ore dall’ingresso in ospedale, come da Linee Guida) e ridurre il tempo di permanenza a letto consente infatti di limitare le possibili complicanze post operatorie della frattura del femore che derivano da un’immobilità prolungata, soprattutto negli anziani: problematiche tromboemboliche, piaghe da decubito, infezioni urinarie legate all’uso del catetere, sarcopenia (perdita di massa muscolare).

Esistono situazioni in cui la gestione della frattura è più complessa: pazienti con comorbidità, fratture multiple, interventi già eseguiti in passato o condizioni ossee compromesse. In questi casi, la scelta della tecnica e dei tempi chirurgici diventa ancora più delicata e richiede un approccio altamente specialistico.

Noi di Ortoclinic valutiamo l’opzione chirurgica più adeguata in relazione non solo alla gravità, al tipo di frattura e alla sua posizione, ma anche in base all’età del paziente e alle sue condizioni di salute generale.

Quali complicanze possono insorgere dopo l’intervento?

Osteosintesi

L’osteosintesi è una procedura chirurgica che ha l’obiettivo di unire i frammenti ossei e stabilizzare il femore fratturato grazie all’utilizzo di dispositivi metallici quali chiodi, viti e placche.

Questi mezzi di sintesi consentono di fissare e mantenere il femore nella posizione corretta fino a guarigione ossea completa.

Osteosintesi con chiodo endomidollare

Questa tecnica chirurgica prevede l’inserimento di un lungo cilindro metallico nel canale midollare del femore, stabilizzando l’osso dall’interno con l’ausilio di viti. Si tratta di un intervento mininvasivo, che in genere viene eseguito nei pazienti giovani con fratture a carico della diafisi e fratture composte. La riabilitazione dopo frattura del femore con chiodo gamma richiede un protocollo specifico e personalizzato.

Osteosintesi con placca e viti

Questa procedura chirurgica prevede l’utilizzo di una placca metallica che viene fissata sulla superficie esterna del femore con l’ausilio di viti, al fine di mantenere i frammenti ossei nella posizione corretta durante il processo di guarigione della frattura.

Dopo l’intervento chirurgico, è essenziale seguire un protocollo riabilitativo personalizzato che consente di ottenere una ripresa funzionale ottimale.

Come funziona la riabilitazione dopo il chiodo endomidollare?

Chirurgia protesica

Le fratture della parte prossimale del femore, in particolare quelle a livello del collo, frequenti negli anziani, spesso richiedono un intervento di chirurgia protesica, ossia la sostituzione delle parti ossee danneggiate con componenti artificiali. Questo è finalizzato a ripristinare l’articolarità dell’anca, e garantire una mobilizzazione rapida e un recupero funzionale precoce.

Protesi parziale (endoprotesi): viene sostituita con una componente protesica metallica solo la testa del femore. L’impianto di endoprotesi viene effettuato principalmente in caso di fratture del collo del femore in pazienti anziani con richieste funzionali basse o che non sono in grado di condurre una vita in piena autonomia.

Protesi totale d’anca: l’artroprotesi totale prevede la sostituzione con componenti protesiche artificiali sia della testa del femore che dell’acetabolo (la cavità dell’anca). L’impianto di una protesi totale è utilizzato principalmente in caso di frattura del femore in pazienti attivi o in presenza di una condizione artrosica a carico dell’articolazione precedente la frattura.

In ogni caso, il nostro obiettivo primario è intervenire tempestivamente e permettere una mobilizzazione precoce del paziente, entro 24-48 ore dall’intervento, per portarlo a riacquisire le capacità di alzarsi, stare in piedi e camminare.

Dopo l’intervento chirurgico, un percorso personalizzato di riabilitazione fisioterapica consente di recuperare il tono muscolare e la mobilità, al fine di riportare il paziente a livelli di performance motorie in linea con quelle antecedenti la frattura. I tempi di recupero della frattura del femore variano in base all’età, al tipo di intervento e alle condizioni generali del paziente.

Quanto tempo serve per recuperare dopo una frattura del femore?

Se la frattura del femore avviene in un paziente anziano, fragile o con patologie associate, oppure se la situazione clinica non è lineare, è fondamentale affidarsi a un’équipe in grado di valutare il caso da più punti di vista. In questi contesti, la differenza non è solo nell’intervento, ma nella scelta della strategia.

Conclusioni

La frattura del femore è un evento serio, che può causare complicanze importanti e richiede pertanto una gestione tempestiva adeguata, nella maggior parte dei casi di tipo chirurgico.

Le competenze super-specialistiche e l’esperienza in ambito traumatologico del nostro team ci consentono di gestire qualsiasi tipo di frattura del femore, proponendo un approccio chirurgico all’avanguardia e adeguato a ogni paziente, anche in caso di situazioni cliniche complesse.