Il dolore persistente alla spalla è una delle ragioni per cui più frequentemente i pazienti richiedono una visita ortopedica specialistica.
L’articolazione della spalla è infatti la più mobile del nostro corpo e la utilizziamo, anche senza rendercene conto, in molte delle attività della vita quotidiana.
Un dolore alla spalla persistente si traduce quindi in limitazioni funzionali severe che rendono difficoltosi anche i gesti quotidiani più banali (sollevare il braccio, pettinarsi, vestirsi) e può avere ripercussioni negative sulla qualità di vita e sul riposo notturno, sino a diventare invalidante.
La ragione di un dolore persistente spalla spesso non è riconducibile a un singolo evento traumatico, ma a un processo infiammatorio o degenerativo. Tra le cause del dolore alla spalla più comuni figurano le patologie della cuffia dei rotatori e la patologia artrosica.
Le lesioni della cuffia dei rotatori
La cuffia dei ruotatori è un complesso anatomico costituito da quattro muscoli (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) e dai rispettivi tendini che avvolgono l’articolazione della spalla proprio come una “cuffia”, stabilizzandola e permettendo l’esecuzione di movimenti indispensabili nella vita di tutti i giorni, quali sollevare e ruotare il braccio.
Patologie a carico della cuffia dei rotatori possono essere causate da un trauma o, più comunemente, da un’usura progressiva legata all’invecchiamento o allo svolgimento di lavori e attività sportive con movimenti ripetitivi overhead, ossia che implicano il sollevamento del braccio sopra la testa (per es. imbiancatura, schiacciata nella pallavolo, servizio nel tennis). Il disturbo può variare da un semplice processo infiammatorio (tendinite) fino a vere e proprie lacerazioni, parziali o totali, dei tendini coinvolti.
Tra i sintomi, un dolore spalla profondo, anche notturno (peggiora se ci si sdraia sul lato interessato), accompagnato da difficoltà a sollevare il braccio lateralmente e debolezza nell’eseguire i movimenti quotidiani.

L’artrosi gleno-omerale
L’artrosi della spalla è una patologia degenerativa progressiva caratterizzata dall’usura della cartilagine, il tessuto che riveste i capi ossei che formano l’articolazione gleno-omerale (ossia la testa dell’omero e la cavità glenoidea della scapola).
Con l’usura della cartilagine – che funge da ammortizzatore naturale permettendo movimenti articolari fluidi – le ossa iniziano a sfregare direttamente tra loro causando infiammazione, dolore e la possibile deformazione dell’articolazione con la formazione di osteofiti (escrescenze ossee) che limitano meccanicamente il movimento.La sintomatologia tipica dell’artrosi include dolore che progredisce nel tempo e peggiora con l’attività, senso di debolezza della spalla, rigidità articolare, riduzione progressiva dell’ampiezza dei movimenti e sensazione di crepitio durante il movimento di rotazione del braccio.

Dolore persistente: trattamento conservativo o chirurgico?
Un dolore alla spalla non si traduce necessariamente sempre nel ricorso a un intervento chirurgico. In molti casi, specialmente nelle fasi iniziali del problema, può essere proposto un approccio conservativo, basato su riposo funzionale, fisioterapia con esercizi specifici per migliorare la mobilità e rinforzare i muscoli che sostengono la spalla, e terapie farmacologiche per ridurre infiammazione e dolore.
Tuttavia, qualora l’approccio conservativo si riveli inefficace e la sintomatologia dolorosa persista per oltre 4 settimane, o quando il dolore determina limitazioni funzionali significative, la strategia chirurgica offre opzioni avanzate ed efficaci.
La scelta del trattamento viene sempre personalizzata: noi di Ortoclinic valutiamo l’approccio più idoneo in ogni singolo caso, in relazione non solo ai riscontri diagnostici (risonanza magnetica, radiografia), alla tipologia e all’entità del danno, ma anche alle aspettative e alle esigenze funzionali di ciascun paziente.

Chirurgia artroscopica
Per le lesioni della cuffia dei rotatori può essere necessario il ricorso a un intervento di chirurgia ricostruttiva.
La procedura in genere viene effettuata in artroscopia, una tecnica che prevede incisioni di pochi millimetri attraverso le quali si inserisce nell’articolazione una telecamera (l’artroscopio) e strumenti chirurgici specifici che consentono un’estrema precisione del gesto minimizzando i danni a carico dei tessuti circostanti.
La mininvasività della tecnica artroscopica consente peraltro un periodo di recupero più rapido rispetto alla chirurgia “a cielo aperto”.
Chirurgia protesica
Nei casi di artrosi della spalla in fase avanzata, al fine di alleviare il dolore e ripristinare la funzionalità dell’articolazione, può essere necessario il ricorso a un intervento di artroprotesi volto a rimuovere le superfici articolari danneggiate e sostituirle con componenti protesiche artificiali, in metallo e polietilene biocompatibili.
Negli interventi di sostituzione anatomica della spalla, la testa dell’omero e la cavità glenoidea possono essere sostituite da componenti protesiche che riproducono fedelmente la struttura anatomica della spalla e la forma naturale delle ossa (la cosiddetta protesi anatomica).
Sempre più spesso, tuttavia, utilizziamo una tipologia di impianto particolare: la protesi inversa di spalla. In questo caso, l’anatomia delle componenti protesiche è invertita: la parte sferica è fissata alla cavità glenoidea, mentre la parte concava viene fissata all’omero.
Questo consente di ripristinare la mobilità della spalla anche in caso di compromissione dei tendini della cuffia dei rotatori, sfruttando la funzionalità del muscolo deltoide per sollevare il braccio. È doveroso ricordare che, qualsiasi sia l’intervento chirurgico a cui viene sottoposto il paziente, un percorso riabilitativo postoperatorio personalizzato e rigoroso è fondamentale per il pieno recupero della funzionalità della spalla.

L’approccio super-specialistico al servizio del paziente
Una sintomatologia dolorosa alla spalla che compromette la quotidianità e la qualità di vita non va ignorata e richiede un intervento tempestivo.
Se una diagnosi precoce permette spesso di optare per strategie di trattamento conservativo, nei casi in cui si rende necessario il ricorso a un intervento chirurgico per ripristinare la funzionalità della spalla, attendere troppo può compromettere un recupero ottimale. L’esperienza e le competenze del nostro team, con chirurghi ortopedici dedicati specificamente al trattamento delle patologie della spalla, consentono di proporre, anche nei casi più complessi, un approccio all’avanguardia e personalizzato che risponda alle esigenze di ogni paziente.