Sottovalutare una lussazione della spalla potrebbe compromettere la stabilità futura dell’articolazione. La chiave è dunque affidarsi a chirurghi ortopedici con competenze super-specialistiche in grado di offrire strategie di trattamento personalizzate e basate sulle evidenze cliniche più recenti.
Che cos’è una lussazione
La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo, ma questa caratteristica la rende anche la più soggetta a lussazione, ossia alla perdita di rapporto tra le ossa che la compongono. In pratica, quando si verifica una lussazione della spalla, la testa dell’omero fuoriesce dalla sua sede naturale, la cavità glenoidea.
Nel caso di lussazione completa si verifica la perdita totale di rapporti tra le superfici articolari, ovvero la testa dell’omero si separa completamente dalla cavità glenoidea.
Una perdita di contatto parziale tra le due superfici articolari viene invece definita sublussazione.
Cause e conseguenze della lussazione
Le lussazioni sono causate principalmente da eventi traumatici (cadute, incidenti stradali, infortuni sportivi) che compromettono il sistema di stabilizzazione della spalla, costituito dal cercine glenoideo (o labbro glenoideo, un anello fibrocartilagineo che funge da “guarnizione” della cavità glenoidea), dai legamenti e dalla cuffia dei rotatori.
Questo trauma acuto può determinare:
- distacco del cercine glenoideo e lesioni a carico di legamenti e tendini della spalla
- piccoli distacchi ossei che possono influenzare la stabilità dell’articolazione
- fratture a livello della testa dell’omero
- nei casi più gravi, lesioni del nervo ascellare con conseguente insensibilità e impossibilità a muovere la spalla e il braccio.
Nella maggior parte dei casi si tratta di una lussazione anteriore, con la testa dell’omero spostata in avanti e verso il basso rispetto alla cavità glenoidea che la accoglie. Meno frequenti sono le lussazioni posteriori o inferiori.
Fattori di rischio per le lussazioni sono rappresentati da
- lassità legamentosa costituzionale: una condizione congenita caratterizzata da una maggiore lassità dei legamenti, che determina iper-mobilità dell’articolazione e quindi un più elevato rischio di lussazione della spalla
- lussazioni precedenti: le persone in cui si sono già verificati episodi di lussazione presentano un rischio più alto di eventi lussativi, che talvolta possono verificarsi anche in assenza di traumi.

Che cosa fare nell’immediato?
Quando la spalla “va fuori posto”, si avverte una sensazione di “schiocco”, dolore intenso improvviso e riduzione dell’ampiezza del movimento.
È opportuno evitare tentativi di riposizionamento in autonomia e recarsi tempestivamente al Pronto Soccorso, per confermare la diagnosi di lussazione ed escludere la presenza di fratture. L’obiettivo è ripristinare il normale allineamento dell’articolazione mediante riduzione della lussazione da parte di specialisti.
Esami radiologici consentono di verificare l’avvenuta riduzione e identificare l’eventuale presenza di lesioni ossee che potrebbero favorire episodi di lussazione futuri.
Prima lussazione e instabilità di spalla: quali approcci
In caso di primo episodio di lussazione, se non vi sono lesioni della cuffia dei rotatori o fratture, l’approccio è in genere di tipo conservativo. In particolare, è previsto un periodo di immobilizzazione della spalla tramite tutore, seguito da un percorso riabilitativo personalizzato in relazione alle esigenze specifiche del paziente per recuperare la funzionalità e la mobilità dell’articolazione. La fisioterapia aiuta a ripristinare l’ampiezza di movimento della spalla e rafforzare i muscoli, contribuendo peraltro a prevenire una nuova lussazione in futuro.
Dopo il primo episodio di lussazione, tuttavia, aumenta il rischio di recidive, ossia di lussazioni successive, e l’articolazione della spalla può diventare instabile. Nel caso di lussazioni traumatiche, infatti, molto spesso si verifica una lesione del labbro glenoideo, che funge da stabilizzatore anteriore della spalla. La lussazione, inoltre, può provocare lesioni ossee, lesioni alla cuffia dei rotatori o altre lesioni che possono compromettere la stabilità della spalla.
Una visita accurata con un Ortopedico specializzato nelle patologie della spalla è essenziale per valutare il trattamento più adatto al singolo caso, al fine di diminuire l’instabilità e ripristinare la piena funzionalità dell’articolazione.
Lo specialista valuta la sintomatologia, raccoglie l’anamnesi del paziente (traumi e lussazioni precedenti, tipo di attività sportiva e lavorativa ecc.) ed esegue un esame obiettivo con test specifici. I riscontri diagnostici (radiografia, TAC, risonanza magnetica) consentono di rilevare la presenza di anomalie anatomiche e di lesioni ossee o legamentose.
Quando è necessario intervenire chirurgicamente
Per definire la strategia di trattamento più adatta al singolo paziente e intraprendere un percorso condiviso, analizziamo i fattori di rischio per instabilità e lussazioni ricorrenti, e discutiamo con il paziente i vantaggi e i limiti di una terapia conservativa o chirurgica.
La scelta dell’approccio chirurgico dipende da diversi fattori, quali età, precedente storia di lussazioni, episodi di lussazioni ricorrenti, lesioni ossee o legamentose concomitanti, lassità legamentosa costituzionale, attività lavorativa, tipologia e livello di attività sportiva.
- Instabilità cronica/lussazioni ricorrenti: il ricorso all’intervento chirurgico può essere necessario in caso di instabilità cronica, con lussazioni recidivanti. Nei giovani atleti il rischio di recidive è elevato e quindi l’intervento chirurgico può rendersi necessario anche dopo il primo episodio di lussazione, per prevenire un’instabilità cronica.
- Lesioni dei tessuti molli: l’intervento chirurgico consente di effettuare la riparazione di danni al labbro glenoideo e di lesioni legamentose.
- Deficit ossei/frattura del bordo della glena: si ricorre all’intervento chirurgico per effettuare riempimenti o ricostruzioni ossee. In alcuni casi si rende necessario il ricorso a un intervento di stabilizzazione (intervento di Latarjet) che prevede la creazione di “blocchi ossei” per rinforzare il bordo della glena e impedire all’omero di fuoriuscire dalla sua sede naturale.
Dopo l’intervento chirurgico, un percorso riabilitativo personalizzato è di cruciale importanza per il ripristino della funzionalità della spalla.
Tecniche chirurgiche all’avanguardia
Per il trattamento chirurgico noi di Ortoclinic ci avvaliamo delle tecniche più moderne, utilizzando sia l’approccio open sia l’approccio mininvasivo in artroscopia.
Con la tecnica artroscopica vengono effettuate due piccole incisioni millimetriche attraverso le quali sono introdotti nell’articolazione una microcamera e strumenti dedicati per effettuare la riparazione chirurgica. La mininvasività di questa procedura consente di minimizzare il danno tissutale e il sanguinamento, favorendo un recupero più rapido.

Conclusioni
La lussazione della spalla è una problematica di comune riscontro che richiede la giusta attenzione e una gestione personalizzata, adeguata alle esigenze funzionali e allo stile di vita di ogni paziente.
Sebbene l’approccio conservativo sia spesso efficace, il trattamento chirurgico può rappresentare un’opzione in casi selezionati al fine di garantire la stabilità dell’articolazione nel lungo termine.
Le nostre competenze super-specialistiche ci consentono di affrontare anche i casi più complessi, adattando la tipologia di intervento alla condizione specifica di ogni paziente.